Porta Montanara è la porta del paese rivolta verso le colline interne e i primi monti dell’Appennino. Da qui si controllavano i confini con le terre dei Montefeltro, gli avversari storici dei Malatesta.
Originariamente era presente un ponte levatoio della cui presenza la porta mostra ancora i segni, ma la rampa di legno è stata sostituita per motivi di sicurezza e praticità.
Un’altra caratteristica della porta è il doppio arco, a sesto acuto e a tutto sesto, che segnano quindi fasi diverse di costruzione e ampliamento.
La Porta si affaccia su una pregevole area verde: da un lato il Parco delle Rimembranze e dall’altro il Giardino dei Profumi.
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Negli ultimi anni, durante i lavori eseguiti nel cantiere di Via Roma a Saludecio sono state rinvenute 44 fosse scavate nell’arenaria e rivestite in alcuni casi utilizzando laterizi legati da malta. Fosse simili sono state ritrovate anche nel corso di scavi in altre località del territorio riminese
Si pensa che queste fosse potessero essere utilizzate per la conservazione di granaglie o più in generale di derrate alimentari.
Le fosse che sono state rinvenute rinvenute tra la trecentesca porta Montanara e il palazzo Cerri Marangoni sono distribuite su tre file parallele poste rispettivamente lungo i due lati della strada e a centro viabilità.
Analizzando il materiale rinvenuto nelle fosse e la loro quota di conservazione è stato verificato che le fosse appartengono a periodi diversi.
Sono stati rinvenuti due tipi di fosse da grano: quelle scavate nelle arenarie e quelle in muratura.
Al momento del loro abbandono le fosse furono trasformate in immondezzai ed è forse per questo che sono stati rinvenuti tanti oggetti a testimonianza della vita quotidiana saludecese: ossa animali, metalli, ceramica, scarti di fornace, carboni,… Dai materiali sinora analizzati si può ipotizzare che le fosse semplicemente scavate nel “tufo”, possano essere riferibili ad un periodo compreso tra il XIV-XV e il XVI secolo; mentre nelle fosse in muratura sono state trovate ceramiche del XVII secolo.
Durante il proseguimento dei lavori nell’area prospiciente Palazzo Albini, sono state rinvenute tre fosse scavate nell’arenaria e la struttura di una fogna realizzata da mattoni legati da poca calce.
Infine la grotta rinvenuta fra via Pierino Albini e Via Roma in data 31/08/07 è databile al XIX secolo.
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