Amato Ronconi nacque a Saludecio, precisamente in località Monte Orciaro, molto probabilmente nel 1226, secondogenito di papà Felice, del casato dei Ronconi, e di mamma Santa, del casato dei Marchini (detta familiarmente Santuccia).
Figlio cadetto di un possidente, ebbe come tutti i cadetti una ben misera eredità, lavorò come agricoltore e come bracciante agricolo.
Il giovane Amato ebbe l’impulso a vivere il Vangelo nella genuina spiritualità francescana dal convento francescano di Formosino, un piccolo cenobio fondato da frate Francesco per i suoi frati, situato sul Monte Formosino, tra il Castello di Montegridolfo e il Castello di Mondaino.
Francesco d’Assisi fu da sempre l’ispiratore della vita penitente e caritatevole di Amato, e come Francesco, Amato scelse di essere itinerante.
La veste che indossava era comune a quella di tutti i pellegrini. Una tonaca raccolta ai fianchi da una cintura di cuoio e una mantelletta che copriva le spalle; ai piedi scarpe robuste o anche solo rozzi sandali a protezione della pianta dei piedi; una bisaccia a tracolla dove erano raccolti gli oggetti personali di estrema necessità e il pane ricevuto in elemosina. Al collo portava una conchiglia che solo i pellegrini di ritorno da Santiago avevano il privilegio di portare, a testimonianza dei loro viaggi. L’emblema del Santuario di Santiago suscitava grande rispetto per chi lo portava.
Il 10 gennio 1292 fratel Amato del terz’ordine di San Francesco, fece donazione di tutti i suoi beni per uso ed abitazione di monaci dell’ordine di S. Benedetto, compreso l’ospizio e la cappella che egli aveva costruito in onore della Natività di Maria Vergine. Lasciò anche scritto che il suo corpo sarebbe stato seppellito nella cappella dello stesso ospizio.
Amato Ronconi si spense, nel poverissimo letto della sua cella, il giorno 8 maggio 1292.
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