Fra le storie che circolano da decenni riguardo gli abitanti di Cerreto e le loro “stramberie” quella della polenta del pozzo è forse la più conosciuta.
Di seguito una poesia in dialetto raccolta in un libro dal cerretese Vincenzo Sanchini che racconta la storia della polenta fatta cuocere nel pozzo di Cerreto dove alla fine tutti si sono buttati dentro per assaggiarla, nel timore che il primo, sceso per controllare lo stato della cottura, se la mangiasse tutta da solo…
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Con l’intenzione di mantenere viva la parlata locale è nata l’iniziativa della Provincia di Rimini di portare il dialetto nelle scuole: il prof. Vincenzo Sanchini ha partecipato attivamente, portando un contributo originale che è alla base di questo lavoro.
Il libro “Vanga e sapa – Attrezzi e oggetti della vita contadina” parla degli attrezzi della vita contadina e del loro nome in dialetto, ricercandone l’etimologia e le tradizioni: molte volte basta il solo nome a caratterizzarne la specificità e l’uso.
La lingua usata è il dialetto di Cerreto di Saludecio, per significare l’importanza delle cose piccole e particolari, nella consapevolezza che solo dalla conoscenza dell’”anima” del luogo in cui si vive, può nascere la capacità di fare sintesi fra passato, presente e futuro.
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