Cerreto

Come ogni anno nella magnifica cornice del Castello di Cerreto (piccola frazione di Saludecio) domenica 2 ottobre 2011 si terrà la tradizionale Festa della Madonna del Rosario. La festa si svolge nel ben conservato borgo medioevale e nella Chiesa Parrocchiale di San Salvatore del XVII secolo, restaurata nel 2008, che si ...

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Domenica 3 ottobre 2010 la comunità parrocchiale di Cerreto organizza la tradizionale Festa della Madonna del Rosario che si tiene ogni anno la prima domenica di ottobre.
La festa si svolge nel ben conservato borgo medioevale del castello di Cerreto e nella Chiesa Parrocchiale di San Salvatore del XVII secolo, restaurata nel 2008, che si trova all’interno del castello. Questa giornata di festa e di devozione alla Madonna del Rosario è un’occasione di incontro e di raccolta per tutti i fedeli della vallata, anche per chi non vive più a Cerreto.
Questo il programma:
Ore 9,00 Celebrazione Santa Messa
Ore 15,30 Funzione religiosa e solenne Processione con la venerata immagine della Madonna del Rosario.
Al termine maccheronata, vino ciambella e dolci per tutti gli intervenuti.
Accompagna la funzione e tutta la festa il Corpo Bandistico di Colbordolo.

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Fra le storie che circolano da decenni riguardo gli abitanti di Cerreto e le loro “stramberie” quella della polenta del pozzo è forse la più conosciuta.
Di seguito una poesia in dialetto raccolta in un libro dal cerretese Vincenzo Sanchini che racconta la storia della polenta fatta cuocere nel pozzo di Cerreto dove alla fine tutti si sono buttati dentro per assaggiarla, nel timore che il primo, sceso per controllare lo stato della cottura, se la mangiasse tutta da solo…

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Domenica 2 maggio 2010 nel borgo di Cerreto (frazione del Comune di Saludecio) a partire dalle 15,30 si svolge l’antico Carnevale di Cerreto.
Secondo l’antica tradizione di un Carnevale di campagna sfilano carri che si rifanno a grottesche storie locali: è la rievocazione della festa carnevalesca che si svolgeva nel castello di Cerreto in tempo di Quaresima.
Non mancano gli stand gastronomici e tanta musica popolare in compagnia del gruppo folk “L’allegra brigata”, ma momento clou della festa è l’originale parata di carri e maschere tipiche che scende verso il caratteristico borgo rurale, un interessante nucleo di origine medioevale cinto da mura.
I carri costruiti sul luogo rappresentano poi di anno in anno alcune delle curiose e poetiche storie di Cerreto, un ricco patrimonio di cultura popolare e contadina, tramandato oralmente da generazioni e continuamente aggiornato tanto da costituire oggi un originale materiale di studi d’etnografia.

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Con l’intenzione di mantenere viva la parlata locale è nata l’iniziativa della Provincia di Rimini di portare il dialetto nelle scuole: il prof. Vincenzo Sanchini ha partecipato attivamente, portando un contributo originale che è alla base di questo lavoro.
Il libro “Vanga e sapa – Attrezzi e oggetti della vita contadina” parla degli attrezzi della vita contadina e del loro nome in dialetto, ricercandone l’etimologia e le tradizioni: molte volte basta il solo nome a caratterizzarne la specificità e l’uso.
La lingua usata è il dialetto di Cerreto di Saludecio, per significare l’importanza delle cose piccole e particolari, nella consapevolezza che solo dalla conoscenza dell’”anima” del luogo in cui si vive, può nascere la capacità di fare sintesi fra passato, presente e futuro.

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