Saludecio – Museo di Arte Sacra e del Beato Amato

28 luglio 2009 · 1 commento

sotto Musei e mostre

Nei locali adiacenti la Chiesa di San Biagio, e precisamente nel torrione mediovale, ma anche nella Chiesa stessa e nella cripta, è ospitato il Museo di Arte Sacra e del Beato Amato, un museo molto interessante di arte sacra dove sono esposti arredi, paramenti, suppellettili, ex voto di ottima fattura raccolti nei secoli intorno al culto del Beato Amato Ronconi. Il museo di arte sacra è nato dalla collaborazione della Chiesa Parrocchiale e del comune di Saludecio.
Vi si accede dalla navata destra della Chiesa, attraverso la sagrestia, o dalla porta in fondo alla cappella del Beato Amato, ma anche da un ingresso autonomo dalla strada, subito fuori dalla porta del paese.
E’ costituito da un vestibolo e da due sale comunicanti con la sagrestia, con la chiesa (che in un certo senso vanno considerate imprescindibile premesse al museo o parti integranti dello stesso), con la cripta.
Le due sale principali sono state ricavate nel piano più alto di un torrione a base poligonale, di impianto quattrocentesco, aderente alla sagrestia, che faceva parte del sistema fortificato a protezione dell’attigua porta medioevale “Porta Marina”. Prima di entrare in possesso della chiesa parrocchiale era adibito a macello pubblico.
Nel complesso della chiesa, del santuario e del museo si trova una vera e propria pinacoteca.
In una delle due sale che compongono il museo di arte sacra, chiamata ”Sala di Saludecio“, sono raccolte importanti pale d’altare provenienti dalle numerose chiese del comune di Saludecio, recuperate e salvate prima della diaspora causata dalle confische napoleoniche.
Nel 1797, dopo l’invasione delle truppe napoleoniche, anche a Saludecio furono sequestrati i beni ecclesiastici e soppressi i conventi e gli oratori. Saludecio perse così i due conventi di San Girolamo e di San Bartolomeo e gli oratori delle sue cinque confraternite (confraternita del Santissimo Sacramento che aveva un oratorio vicino alla chiesa parocchiale, al di là della strada, accanto all’olmo del Beato Amato; della compagnia del Gonfalone e della Buona Morte; della compagnia del Beato Amato e del Crocefisso, istituita nel 1602; della confraternita del Rosario; della compagnia della Santissima Vergine Annunziata, che aveva un sontuoso oratorio posto vicino alla Porta Montanara, di fronte alla chiesa di San Girolamo). Però non tutto il materiale devozionistico e artistico andò perduto; con uno stratagemma una parte delle opere mobili delle confraternite fu immagazzinata negli ambienti in cui erano custodite le opere della chiesa parrocchiale, che negli stessi anni veniva ricostruita dalle fondamenta e finì per confondersi con esse, che non erano soggette a requisizioni. La nuova parrocchiale consacrata nel 1803 risultò anche per questo motivo particolarmente ricca di suppellettili e di immagini sacre.
Il museo conserva circa trecento opere tra dipinti, sculture, arredi sacri, paramenti liturgici, oggetti devozionali, ex voto.
Le opere di maggior pregio sono:
Decollazione del Battista e Madonna della Misericordia (1605)  di Claudio Ridolfi detto “Il Veronese” in quanto studiò a Verona ma stabilì la sua dimora ad Urbino e fu quindi importante esponente del seicento marchigiano;
Nascita della Madonna e la Vergine e il Bambino con S. Giuseppe e il beato Amato in gloria venerati da S. Carlo Borromeo (1621) di Girolamo Cialdieri, allievo di claudio Ridolfi.
SS. Giuseppe, Sebastiano, Rocco e Sant’Antonio da Padova di Vitale e Bernardino Guerrini (1610);
S. Sisto Papa in estasi di Guido Cagnacci (1628), uno dei più importanti rappresentanti del Seicento riminese;
La processione del SS. Sacramento di Guido Cagnacci (1628);
S. Antonio Abate e S. Antonio da Padova di G. F. Nagli detto “il Centino” (1660);
Madonna col Bambino e Santi (1704) del pittore saludecese Sante Braschi, collocata a coprire le canne del bell’organo sulla cantoria della chiesa;
Sant’Antonio, di Sante Braschi, un piccolo quadro raffigurante il Santo, che mostra un tratto decisamente maturo e professionale;
Madonna della Consolazione di Giuseppe Soleri Brancaleoni (1802);
S. Biagio di Padre Atanasio da Coriano (1800).
Recentemente è stata restaurata una bella Madonna con bambino in cartapesta, del XVIII secolo, corredata dei vestiti di lino e seta.
Sono esposti inoltre i disegni di Giuseppe Achilli con il primitivo progetto della chiesa, che fu poi modificato per volere del parroco don Antonio Fronzoni, il quale voleva avere una chiesa più grande.
La seconda sala è invece dedicata al Beato Amato, terziario francescano vissuto a Saludecio del XIII secolo, fondatore di una casa per pellegrini (che ora è adibita a ricovero per anziani).
Nella sala sono esposti dipinti, sculture, incisioni su rame e stampe, tutti riguardanti il Beato Amato, la sua storia e il suo culto, numerosi ex voto di varia tipologia, lampioni e mazze processionali. nella vetrina più grande sono esposti reliquiari ed ex voto, e soprattutto le argenterie dell’antica “Confraternita del Beato Amato e del Crocefisso” scampate alle requisizioni napoleoniche del 1797. Sono custodite anche le casse che hanno contenuto in diversi momenti il corpo intatto del santo. La cassa lignea, che risale al XIII secolo, mostra un interessante intaglio che mostra in pannelli successivi le storie del Beato e i suoi miracoli.
Infine in una teca sono esposte numerose opere che recano scritti o incisioni relativi al beato Amato, nonché la Positio, l’atto iniziale del processo di canonizzazione.
All’allestimento di un museo si è pensato sin dalla fine degli anni sessanta, quando ci si è resi conto della quantità e dell’importanza del materiale storico artistico ancora conservato negli ambienti parrocchiali, in buona parte poco utilizzato e spesso in condizioni  di conservazione pessime; proprio in previsione di un futuro piccolo museo parrocchiale la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici fin da allora ha compiuto tutta una serie di restauri soprattutto al materiale pittorico, che infatti ora si presenta complessiavamente in buone condizioni di conservazione e di leggibilità. Ma per realizzarlo ci sono voluti diversi decenni e concorde volontà di più enti e persone, oltre ad una serie di felici circostanze.
I restauri delle opere esposte, effettuati fra il 1970 e il 2001, sono dovuti a A. Santunione, D. Germani, A. Pompili, M. Kleinsasser, R. Allegri. Il restauro dell’edificio e la progettazione dell’arredo sono dovuti all’arch. Pierluigi Sammarini; l’identificazione, la scelta e l’ordinamento delle opere sono dovuti al prof. Pier Giorgio Pasini, che fin dal 1965 ne ha curato il censimento per conto della Soprintendenza bolognese ai beni artistici e storici.
Il Museo è stato inaugurato il 10 novembre 2001 e si può ritenere uno degli avvenimenti più importanti degli ultimi decenni. Gran parte delle opere d’arte esistenti nel territorio hanno finalmente trovato una loro collocazione e possono essere ammirate da tutti. Sono pochi i paesi che vantano un patrimonio artistico come quello saludecese. La Pro Loco che ha partecipato attivamente alla sua realizzazione sia finanziando restauri, sia prestando la propria opera nell’allestimento, gestisce il museo e ne cura l’apertura al pubblico, mentre la direzione è riservata al parroco pro-tempore.
Il Museo si trova in Piazza Beato Amato Ronconi ed è aperto tutte le domeniche dalle 15.00 alle 19.00. Gli altri giorni si apre su prenotazione fatta al 0541981615. Per altre info tel 0541982100.

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