La Chiesa e Convento dei Gerolomini si trova nella parte alta del Borgo (Via Roma – Via Pietro Albini tel 0541981664), vicino a Porta Montanara.
Costruito a ridosso della Porta Montanara la Chiesa fu eretta nel 1640 dal Beato Cipriano Mosconi, con l’annesso Convento dei Frati Gerolomini.
I Poveri Eremiti di San Girolamo, del Beato Pietro Gambacorta da Pisa, detti Girolomini, si sono insediati in questa parte del paese alla fine del Cinquecento, in un primo momento ospiti della confraternita della Santissima Annunziata (che aveva il suo oratorio quasi di fronte al convento).
La Chiesa fu costruita fra il 1638 e il 1640 e fu officiata dai Gerolomini fino al 1806, quando i religiosi furono cacciati in seguito all’occupazione francese. Reintegrati nel 1825, furono definitivamente allontanati dalle leggi eversive del regno d’Italia, nel 1862. La chiesa ed il convento divennero allora di proprietà comunale; il convento è stato acquistato nel 1932 da Don Domenico Masi, fondatore delle Suore Sorelle dell’Immacolata, e utilizzato a lungo come orfanotrofio. Il convento è attualmente sede di una Casa di spiritualità.
La Chiesa ha un’austera facciata ottocentesca in cotto arricchita da diverse modanature a beccatelli; ha un’unica aula di belle proporzioni, con capriate scoperte e con cinque altari; è sobria e non priva di eleganza.
Il profondo presbiterio, con il coro ha piacevoli stucchi e un bel soffitto; un tempo doveva avere le pareti affrescate.
Gli altari laterali hanno buoni dipinti, tutti marchigiani: “Assunta con tre santi” di Giovan Battista Urbinelli (1662), “Madonna con il bambino e tre santi” di Girolamo Cialdieri da Urbino (1640), “San Giuseppe, l’Angelo Custode e Sant’Agata” di Giovan Francesco Guerrieri da Fossombrone (1654).
L’unica opera non marchigiana della chiesa è la pala dell’altare maggiore, in fondo al presbiterio, raffigurante San Girolamo, dovuta a Don Stefano Montanari da Gatteo, che deve averla dipinta poco dopo la reintegrazione dei frati, cioè dopo il 1825, e che sostituì la pala originale, forse requisita durante le prime soppressioni o durante il grave incendio del 1742 che aveva arso il coro e il presbiterio, spento solo grazie ad un miracolo del Beato Amato.
In fondo alla chiesa è il sepolcro, sormontato dal busto, del Beato Cipriano Mosconi da saludecio, uno dei primi rettori del convento, che vi morì nel 1617.
Il Convento oggi ospita anche paramenti e candelabri del Museo d’Arte Sacra. Sopra l’ingresso è murata una lapide.
Il Convento è stato recentemente restaurato; interessante l’antico chiostro con pozzo e l’affresco ottocentesco, in parte deturpato, rappresentante l’albero genealogico dei priori del convento.
Saludecio – Chiesa e Convento dei Gerolomini
Articolo precedente:Castello di Cerreto
Articolo successivo:Personaggi curiosi di Saludecio – parte I



