Personaggi curiosi di Saludecio – parte I

27 luglio 2009 · 0 commenti

sotto Storia e curiosità

Numerosi i personaggi curiosi di Saludecio le cui gesta e particolarità vengono tramandate dagli abitanti più anziani, rivivendo così nella memoria e nella tradizione saludecese. 
Di seguito una carrellata su alcuni saludecesi “un pò sopra le righe”  e qualche storiella e aneddoti curiosi…

Parata e risposta…..
Pain
è stato sicuramente uno dei personaggi più intraprendenti e simpatici della frazione di S. Ansovino; un brillante ristoratore sempre pronto alle novità, che amava abbellire personalmente il suo rinomato locale.
Un giorno se ne stava tranquillo con un pennellino a ripulire  un bel lume antico quando la moglie Dora, accortasi che egli aveva dimenticato di andare a fare provviste a Morciano per il ristorante, incominciò ad inveire su di lui a più non posso con ogni tipo di insulto anche dei più coloriti, e Pain per nulla disturbato continuò in silenzio il suo lavoro fino a quando la moglie, non sentendo nessuna risposta e avendo finito ogni genere di titoli prese fiato; quindi le disse: “Dora stam a sintì, de pataca tu me dè dop magned” (“Dora  stammi a sentire, del pataca me lo dai dopo mangiato…”).

Tecniche d’avanguardia
Ginori
prestava servizio negli anni ’50 in un modesto allevamento di galline ovaiole di proprietà Albini. Per il paese era una cosa nuova e ovviamente i ficcanasi non mancavano. Mentre Ginori era intento nel suo lavoro, arrivò una persona molto curiosa che osservava attentamente sia galline che attrezzature. Non riusciva a capire perchè le uova, mediante un piano inclinato rotolavano via finendo in appositi contenitori, per cui si rivolse a Ginori per chiedere spiegazioni. “E’ un sistema moderno per aumentare la produzione” gli rispose “Quando la gallina appena deposto l’uovo si gira a guardare e non lo vede, crede di non averlo fatto, così ne fa subito un altro!”

Il principe degli stratagemmi
Sbroli
fu convinto a far Pasqua a Montefiore insieme a Mimo d’la Lidova. Arrivati con la macchina di Mimo alla Cella di Bonora, trovarono davanti ai confessionali file interminabili di persone che aspettavano. Sbroli che non aveva nessuna intenzione di attendere così a lugno, vide una suora e gli venne in mente uno stratagemma per abbreviare i tempi. Le si avvicinò e le disse: “Sorella, vede quello là (Mimo) è da dieci anni che non si confessa e se non facciamo presto va via!” La suora immediatamente trovò il modo di farli passare davanti agli altri. Durante il viaggio di ritorno Sbroli raccontò l’espediente usato e Mimo si arrabbiò moltissimo e rispose: “Mi hai fatto fare una bella figura! Per questo quel frate non ci credeva che era solo un anno che non mi confessavo!”

Prendi il mio posto
Petrone è stato l’ultimo custode delle Carceri Mandamentali di Saludecio, ubicate nella vecchia Rocca Malatestiana. Era molto comprensivo con i carcerati tanto che, essendo il giorno di Natale, pensò di invitare l’unico detenuto a pranzo nel suo appartamento. Costui era un ladruncolo di Cattolica che doveva scontare qualche mese di carcere. Accolse l’invito di Petrone ma più che al pranzo pensava alla via di fuga. Come si accorse che la porta del carcere era aperta, con un balzo si precipitò fuori correndo a più non posso. Il custode lo inseguì cercando di dissuaderlo dal suo intento. Visto che questi, essendo giovane, correva sempre più deciso ed era impossibile raggiungerlo incominciò a gridare: “Fermati, fermati che perdo il posto”. Il detenuto voltandosi indietro gli rispose: “Prendi il mio!” e continuò la sua fuga.

Così dicono di…
Bagareta
, saludecese simpaticissimo e pieno di ironia, viene ricordato come uno dei personaggi più famosi per la sua inesauribile vena umoristica. Suonatore di fisarmonica richiestissimo in tutte le feste danzanti, era specializzato nel suonare il valzer (valzer di Bagareta). Era già anziano quando una donna lo provocava con carezze, ma lui se ne stava tranquillo, facendo finta di niente. Alla fine, poichè la donna era sempre più insistente le disse: “Se tvo un calment a te poss dè, ma la cura completa an tla poss fè più..” (“se vuoi un calmante te lo posso dare, ma la cura completa non te la posso più fare..”)

Una simpatica macchietta
Una volta quando i contadini uccidevano il maiale si diceva che avevano il morto in casa e che recitavano il rosario nel giorno in cui facevano le salsicce, i salami, ecc … Don Luigi Colucci stava accompagnando un defunto dalla Chiesa della Madonna del Monte al cimitero di Saludecio quando incontrò lungo la strada un contadino che trasportava sul carro un bel maiale ucciso da poco. Gli si avvicinò e gli disse: “Facciamo cambio?”
Mentre Don Luigi una notte dormiva nel suo letto e fuori c’era una gran tormenta di neve sentì bussare alla porta e gridare: “Arciprete venga che mio babbo sta per morire”. Ma egli per niente intenzionato a lasciare il tepore del suo letto, cercava ogni scusa per non andare. Ma quello spazientito gridava sempre più forte: “Arcipret che venga e mi bà e pasa”. “Se passa” gli rispose “digli che passi di qui, così ci incontriamo e non ho bisogno di fare tutta quella strada”.

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