Le fosse di Saludecio

22 luglio 2009 · 0 commenti

sotto Il borgo

Negli ultimi anni, durante i lavori eseguiti nel cantiere di Via Roma a Saludecio sono state rinvenute 44 fosse scavate nell’arenaria e rivestite in alcuni casi utilizzando laterizi legati da malta. Fosse simili sono state ritrovate anche nel corso di scavi in altre località del territorio riminese
Si pensa che queste fosse potessero essere utilizzate per la conservazione di granaglie o più in generale di derrate alimentari.
Le fosse che sono state rinvenute rinvenute tra la trecentesca porta Montanara e il Palazzo Cerri Marangoni sono distribuite su tre file parallele poste rispettivamente lungo i due lati della strada e a centro viabilità.
Analizzando il materiale rinvenuto nelle fosse e la loro quota di conservazione è stato verificato che le fosse appartengono a periodi diversi. Altra prova del susseguirsi di più fasi nel corso del tempo è la presenza di fosse tagliate da edifici più recenti, come nel caso della torre civica, probabilmente di XIV-XV secolo, che taglia con le proprie fondazioni una fossa da grano di cui rimangono solo pochi centimetri di interro. 
Sono stati rinvenuti due tipi di fosse da grano: quelle scavate nelle arenarie e quelle in muratura.
Al momento del loro abbandono le fosse furono trasformate in immondezzai ed è forse per questo che sono stati rinvenuti tanti oggetti a testimonianza della vita quotidiana saludecese: ossa animali, metalli, ceramica, scarti di fornace, carboni,… Questi materiali e oggetti saranno oggetto di studi e potranno fornire dati fondamentali per la conoscenza della storia dell’alimentazione, per la ricostruzione dei quadri economici e commerciali, oltre a rendere informazioni preziose sul paleoambiente in cui il castello è venuto a svilupparsi.
Dai materiali sinora analizzati si può ipotizzare che le fosse semplicemente scavate nel “tufo”, possano essere riferibili ad un periodo compreso tra il XIV-XV e il XVI secolo; mentre nelle fosse in muratura sono state trovate ceramiche del XVII secolo.
Durante il proseguimento dei lavori nell’area prospiciente Palazzo Albini, sono state rinvenute tre fosse scavate nell’arenaria e la struttura di una fogna realizzata da mattoni legati da poca calce.
Infine la grotta rinvenuta fra via Pierino Albini e Via Roma in data 31/08/07 è databile al XIX secolo. Forse in passato era annessa ad una casa demolita in seguito ad eventi bellici. Vi si accede tramite i resti di una stanza realizzata in mattoni, dalla quale si diparte un corridoio che scende in profondità nel terreno per circa 7 metri in lunghezza verso via Roma, fino ad una profondità di circa tre metri al tetto dell’ipogeo.

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