Curiosità storiche varie

28 luglio 2009 · 0 commenti

sotto Storia e curiosità

Alcuni episodi di storia spicciola del territorio di Saludecio:

La più antica fabbrica di ceramiche del riminese
La fabbrica più antica di ceramiche di tutto il territorio riminese si trovava a Saludecio in località Monte degli Orciai, oggi Monte Orciaro. Qui veniva prodotto il vasellame di uso più comune come orci tegami, olle, piatti, ecc… Era un’attività fiorentissima che riforniva i mercati limitrofi e specialmente quello di San Bartolo che era ubicato a poche centinaia di metri dalla fornace stessa.

Il telegrafo a Saludecio
Quando il 20 settembre 1870 ci fu a Roma l’episodio della Breccia di porta pia, con Roma capitale, Saludecio era l’unico paese della Valconca ad essere collegato con il telegrafo per cui la notizia venne comunicata immediatamente. I patrioti del luogo, che avevano partecipato alle varie guerre di indipendenza, organizzarono una festa straordinaria che culminò con uno spettacolo di fuochi artificiali. Gli abitanti dei paesi vicini, che erano ignari di tutto, si chiedevano che cosa mai festeggiassero quegli esaltati di Saludecio.

Commerci antichi…
La tradizionale vendita dei fichi secchi al mercato di San Gregorio a Morciano ha un’origine antichissima. I primi fornitori furono gli agricoltori di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo. In questi comuni la coltivazione delle piante di fico era molto diffusa. I contadini raccoglievano i frutti e li essiccavano in grande quantità confezionandoli in retste e mazzi. Con essi pagavano l’affitto dei terreni e si procacciavano il necessario per il sostentamento della famiglia. Dopo l’anno mille la dieta che fino ad allora era stata prevalentemente a base di cacciagione e di carne in genere passò ad una base vegetariana fatta di cavoli, rape, verdure varie e frutta fresca e conservata. I fichi secchi per la loro facile conservazione ed il loro molteplice impiego erano richiestissimi.

Atto eroico
Il 28 agosto del 1944 quando l’esercito tedesco incalzato dal fuoco dell’artiglieria alleata si stava ritirando dalla nostra zona, accadde un gravissimo delitto. Un capitano tedesco con il suo aiutante si introdusse di notte in una modesta casa di Levola dove la famiglia Sanchini era rifugiata. L’ufficiale aveva una intenzione ben precisa: voleva impossessarsi della giovane Angelina, che aveva 16 anni, per violentarla. Sotto la minaccia delle armi, gli abitanti della casa furono riuniti in una stanza e qui incominciarono a cadere i primi feriti sotto le percosse e i colpi di arma da fuoco. Credendo di aver vinto ogni resistenza il capitano si avvicinò alla ragazza e la spinse in una camera. Il nonno Lazzaro però, disteso sanguinante sul pavimento, se ne accorse, si alzò e gli si scagliò contro per difendere la nipote. La lotta era impari, lui ottantaduenne non poteva competere con quel giovane militare nel pieno delle forze. Lottò strenuamente, tanto che il capitano, vedendosi impedito nel realizzare il suo piano, estrasse la pistola e gli sparò. Il nonno allora cadde a terra ma la ferocia non si fermò; nonostante fosse agonizzante gli venne sparato un secondo colpo che gli squarciò il cuore. L’amore trovava il suo epilogo nell’estremo sacrifico della vita, ma Lazzaro con la sua morte riuscì a salvare Angelina. Una lapide posta sulla Chiesa di Cerreto perpetua il ricordo di questo nostro eroe.

Antichi mercati
Documenti storici confermano che nei secoli XIII e XIV a Saludecio si svolgevano due importanti mercati settimanali. Il primo in località San Bartolo (il toponimo esiste ancor oggi e rimane legato ad un antico pozzo) aveva luogo di domenica come quello di Morciano e probabilmente si alternavano; l’altro era situato in località ventena (non conosciamo l’ubicazione esatta) si svolgeva il giovedì. Molto probabilmente questi due giorni hanno determinato l’odierno mercato domenicale di Saludecio e quello del giovedì di Morciano.

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